Archivi del mese: ottobre 2013

Come se la passano gli eBook in Italia?

Utile infografica

Laboratorio di Tecnologie Audiovisive

di Andrea Patassini

Ve lo raccontiamo con una infografica che riassume i dati diffusi dall’Associazione Italiana Editori relativi al 2012. Sono numeri interessanti per il nostro paese che indicano un concreto fermento. Negli Stati Uniti il 2012 ha visto gli eBook attestarsi al 22,5% del mercato editoriale complessivo, in Francia i lettori di libri digitali sono il 15%. I numeri italiani, seppur più modesti, dimostrano che qualcosa sta cambiando anche dalle nostre parti.

Infografica_ebook_Italia

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Milena, finiscimi!

Sangue e denaro

Sangue e denaro

Per prepararmi alla puntata di Report, che solitamente mi provoca gastrite e notti insonni, ho pensato bene di pagare la Tarsu e soprattutto di seguire la SEMPLICISSIMA trafila per ricaricare il “Borsellino Elettronico” per la mensa scolastica dei miei tre figli. €400 salutati così, su due piedi. Per fortuna ero seduto.

Vorrei ringraziare per tutto ciò sia la classe dirigente nazionale e regionale, sia i responsabili dei servizi informativi che si prodigano per rendere così immediato e gradevole lo spillaggio del mio sangue e farmi passare una serata spensierata.

Milena Gabanelli, ora sono pronto:
FINISCIMI!

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I piedi per terra

dolore

dolore

Siamo tutti così presi dai nostri ritmi forsennati, dalle nostre scadenze improrogabili, dalle nostre agende digitali che non fanno che ricordarci il prossimo appuntamento da non poter neanche concepire di poter perdere tempo.

E contemporaneamente siamo sempre connessi, immersi nella rete, nelle sue conversazioni, ossessionati dalle notifiche dei commenti ai nostri post da non immaginare neppure di poter parlare con un estraneo.

A volte però capitano situazioni particolari, che a posteriori ti paiono assurde, ma che ti lasciano un segno indelebile. Questa sera ho parlato a lungo con una persona alla quale mi sono presentato per un ruolo particolare che rivesto, un po’ titubante perché sapevo di poter arrivare a toccare argomenti delicati.

E invece mi sono trovato davanti una persona autentica, aperta, che mi ha spalancato le porte della sua sofferenza, dei suoi dubbi, della sua vita difficile e dolorosa, pur avendo di fronte un estraneo.

Io la ringrazio per avermi riportato con i piedi per terra.

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Amore è…

lacrime

lacrime

… quando una persona che ami viene ferita, e tu faresti di tutto per non vedere più quelle lacrime, per trasportare su di te quel dolore al suo posto, perché tu puoi sopportarlo di più.

E allora non puoi fare che stringere quel corpicino tra le tue braccia e farle sentire che la ami immensamente e che quello lei non lo merita. Anche se sai che succederà ancora tante e tante volte.

Cercavo una definizione di amore.
L’ho trovata nelle lacrime di mia figlia.

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Una foresta di bit

eBook-Reader

eBook-Reader

Qualcuno storcerà il naso, quel naso abituato all’odore della carta.

Qualcuno magari (ma non sono così importante) mi farà un gestaccio con le dita abituate a sentire sotto i polpastrelli la superficie della carta.

Ma il fatto è uno solo: anche in Europa le vendite di ebook hanno superato quelle dei libri cartacei.

Non è una moda passeggera, non è un trend momentaneo, ma un processo ormai maturo e INARRESTABILE.

Il libro cartaceo non scomparirà, ma la sua era è finita. E’ stata una tecnologia (sì, proprio questo) estremamente longeva e che mi ha accompagnato per i miei primi 40 anni, che ho adorato, da feticista della carta, delle sottolineature, delle note a margine.

Ma sono quasi 18 mesi che non compro un libro stampato, non per me. Perché ho smesso di leggere? No, tutt’altro, ho aumentato il mio volume di pagine lette. Inizialmente per una innata voglia di sperimentare, ma poi per comodità, economia, senso pratico.

Potete prendere un ebook reader (Kindle, Kobo, Sony…) o un tablet ma la sostanza del cambiamento di paradigma non cambia. Certo, l’inchiostro elettronico è di molto superiore ad un LCD in termini di leggibilità, affaticamento della vista, consumo energetico, ma avrete comunque in mano un dispositivo elettronico.

Personalmente preferisco il tablet perché estremamente flessibile nell’uso e perché non ho voglia di portarmi dietro due device, ma negli ultimi 18 mesi ho letteralmente divorato pagine su pagine, di libri, articoli, riviste, post, infografiche, ecc.

Mi sono addirittura trovato in una situazione paradossale: prima di andare a vedere il primo capitolo dell’adattamento cinematografico de “Lo Hobbit” di Tolkien ho ripreso in mano il vecchio volume cartaceo letto tanti anni fa, ho iniziato a sfogliarlo e… dopo due sere mi sono procurato la versione digitale. Incredibilmente più comoda.

Ed in questi 18 mesi, sulla via della lettura paperless, ho visto accaniti divoratori di carta capitolare come mosche di fronte all’innegabile superiorità di Kindle e soci, chi perché ne ha trovato uno per strada (!), chi perché l’ha ricevuto in regalo (hi sister!) da me, chi per semplice curiosità o calcolo.

Il mio passo ulteriore è stato un abbonamento ad una rivista pseudo-scientifica in edizione digitale, ma vediamo come va, anche perché di riviste digitale degne ce n’è davvero pochine.

Signori, non ce n’è! Fate come volete, lo scetticismo mi ha circondato in questo anno e mezzo, ma si tratta di una semplice evoluzione della tecnologia.

Provare costa poco. E la previsione è la seguente: rimanere con la carta costerà sempre di più, sia al lettore che al Pianeta Terra.

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Il culo pesante

Lampedusa

Lampedusa

Immaginate di scoprire di avere una perdita in casa. Proprio lì, sul soffitto dello sgabuzzino, il posto meno frequentato di tutto l’alloggio.

Che fate? Magari iniziate a metterci uno strofinaccio, giusto per tamponare e capire se si è trattato di un episodio (illusi!) oppure è qualcosa che richiede rimedi strutturali.

Il secondo giorno vi svegliate, vi preparate e prima di uscire vi viene in mente quella perdita, quindi andate nello sgabuzzino e vi accorgete che la macchia si è espansa, lo strofinaccio è completamente zuppo e vi tocca chiamare l’idraulico.

E’ inutile mettere lo straccio, sapete bene che occorrerà forse rompere il muro, spendere soldi, sopportare i lavori…

Ma lo fate perché capite bene che quello è un problema serio e non potete far finta di nulla.

Ecco, quello che mi chiedo è: perché per casa vostra sì e per Lampedusa no?

Migliaia di persone abbandonano la propria terra, spesso fuggendo da guerre, persecuzioni, l’estrema povertà, e portano via figli e mogli, nella speranza di avere il diritto alla felicità, o anche solo ad una sopravvivenza dignitosa.

Cos’hanno visto quei soccorritori caritatevoli traendo in salvo decine di uomini sopravvissuti a stento, rischiando peraltro un’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina?

Cos’hanno provato i pescatori che hanno risposto all’SOS sentendo le urla di donne e bambini, molti dei quali adesso giacciono in fondo al mare?

Non bisogna intervenire sulla base dell’emozione, ma razionalizzare, essere coraggiosi, smuovere il culo pesante dell’Europa e degli organismi internazionali per porre rimedio a questo stillicidio di vite disperate, che non hanno altra scelta che scappare. O morire provandoci.

Perché quello staccio non è intriso d’acqua, ma di sangue.

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